L’ultimo foglio del diario


Questo blog, fin da inizio un diario della mia anima, c’è oggi in agonia. E’ iniziato come un esercizio per un corso che è stato destinato nella formazione del web master, e, infine, è stato abbandonato come un giocattolo di quale siamo annoiate. Qui ci sono alcune righe del diario di uno studente romeno perso nella mistica città Firenze.

Non voglio rinunciare a questa pagina senza ringraziare alle persone che sono state speciali, di quale mi ricorderò per tutta la vita. Sarano lì, chiuse in un cassetto dell’anima, su quale sarà scritto con lettere maggiori: „qui c’è il nostro deposito-ricordo, conservato, in pochi mesi nella città del fiore giglio, del Rinascimento, della bellezza quasi divina”. E, naturalmente, questo deposito sarà uno dei più amati…

Grazie di cuore dico alla persona più importante in questa equazione, carissimo professore nel paese, che ha permesso di vivere questa esperienza unica, e chiedere a lui come un bambino viziato, come abbiamo fatto per molte volte: “Caro signor proffessore, perché non hai fato il sogno che dura per sempre? Perché non mi hai dimenticato a Firenze, come una lettera senza destinatario, che nessuno sa come mandarmi indietro?” E so che non risponderà, che non avrà la risposta mai…

Ringrazio il distinto signore MARCELLO VERGA, un insegnante che raramente puoi incontrare, un uomo che manterrò sempre nel mio cuore. Ogni volta sorriderò al ricordo del grande museo, come una città, e mi ricorderò di Lei, con la sua passione per l’arte e la storia, per cui il passato della città non aveva nessun segreto. Ringrazio a LUCIANO BOZZO per le sue lezioni-spettacolo e perché ha saputo incoraggiarmi quando ero un po delusa. I suoi corsi, le solide lezioni delle conoscenze generali e della politica non sarano facile da dimenticare.

Mando il mio rispetto alla carissima CARLA SODINI una donna vera, ricordando di lei, puoi solo sorridere e pensare con dispiacere che non ti sei messo almeno una volta nella vita, l’uniforme militare. Sono riconoscente alla MARIA DONATA MARTINI per la pazienza che aveva, cercando di insegnarmi italiano. Peccato che la conosciuta dopo, quando il tempo non era dalla nostra parte…

 E non per l’ultima volta, ringrazio il affascinante professore MARCO DE LA PIERRE, l’autore morale di questo blog, sa Lei perché… Il rettore LUCIANO SEGRETO e i suoi ragazzi del Departamento Relazioni Internazionali sono stati le persone che hanno facilitato la nostra strada in questa aventura e porterò per sempre un grande rispetto. Siamo grate a tutti che hanno fatto l’esperienza Erasmus a Firenze un bel sogno, ma purtroppo, senza la piena immunità…

Pochi giorni fa, una collega mi ha detto che vuole partire con una borsa nella capitale della Toscana. Domandava come ti senti ad essere uno studente nella città delle arti e cosa si può aspettare. Sarebbe molto da raccontare, ma voglio riassumere. MATILDE, mia cara, la città è favolosa, respiri il romanticismo, non è possibile di non innamorarti di lei e di desiderare dal’ inizio, che tempo si ferma e di rimanere sul posto per sempre. Avrai molto da studiare, ma potrai godere, anche di una vacanza indimenticabile. E, come gli anni passano in fretta, sempre mantenerai in un angolo del’anima, il profumo di Firenze. Sarano i giorni in quale sognerai ad un miracolo e il tuo desiderio piu grande sarà di passeggiare attraverso Firenze. E per sempre…

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La Festa della Repubblica e le bandiere al vento


Oggi, tanta agitazione in Piazza della Signoria. Un cerimoniale militare, una parata dei fiorentini, la manifestazione dei giovani pacifisti e i discorsi delle autorità pubbliche hanno marcato La Festa della Repubblica d’Italia a Firenze. Dopo la marcia delle forze armate, i concerti organizzati ad aria aperta e la folla di turisti che godevano degli splendori della città, sono rimaste solo le bandiere al vento – IL SIMBOLO DEL NAZIONALISMO ITALIANO.

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A Firenze, lo Scoppio del Carro


Duomul din FirenzeOgni anno, la mattina di Pasqua, a Firenze avviene lo Scoppio del Carro. Questa è un’antica tradizione che trova origine già dalla Prima Crociata indetta per liberare il Santo Sepolcro dagli infedeli. Avendo espugnato per primo le mura della Città Santa, Pazzino de’ Pazzi ricevette da Goffredo di Buglione tre schegge del Santo Sepolcro come riconoscenza per così grande impresa. Una volta rientrato a Firenze, Pazzino consegnò alla città le tre schegge che, dopo alterne vicende, dal 1785 si trovano nella Chiesa dei Santi Apostoli.

Le tre schegge di pietra, arrivate dalla Città Santa, sfregate fra loro sprigionavano il fuoco santo e questo dono simbolico al popolo fiorentino cominciò ad essere inteso come segno di purificazione e augurio. Il dono fu così ben accolto dalla cittadinanza che iniziò un’usanza tanto da farla diventare un’importante festa. Il popolo la volle solenne da quando l’allora Signoria ordinò ai Consoli dell’Arte Maggiore di Calimala, amministratori del Battistero di San Giovanni, di affidare alla famiglia de’ Pazzi (dopo la cacciata dalla città della famiglia Medici) l’organizzazione del Sabato Santo.

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“La pittura è un altro modo di tenere un diario”


pasiune dincolo de limite“L’ artista è un ricettacolo per l’emozioni che vengono da per tutto: dal cielo, dalla terra, da un pezzo di carta, da una forma passeggera, da una tela di ragnatela. (…) L’arte è una meravigliosa bugia che ci fà raggiungere la verità.”

-Pablo Picasso–

 

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Loro vivono per un solo grande amore: la chitarra


muzicantii care au facut florenta sa rasune

I suoni e la musica non mancano mai in questa  città. I musicanti ambulanti sono una delizia per l’anima del viaggiatore che si è perso nelle piazze di Firenze. Con il cuore pieno di poesia, girano per il mondo, senza preoccupazioni.  

Loro non hanno un altro da fare nella vita e non potrebbero stare lontani dal loro grande amore – la musica. Se tu guardi nella scatola messa ai piedi, si vede che in poche ore, hanno raccolto, con la  vendita di loro CD e per la carità, forse più di 100/200 euro. Se è tanto o poco, solo questi “bellissimi pazzi delle grandi città” del mondo sono capaci di dire.

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Sul tetto di Firenze, più vicino a Dio


Catedrala Santa Maria del FioreUna grande agitazione c’è oggi alla Cattedrale Santa Maria del Fiore. Oltre 300 persone si erano messe in coda, con la speranza che alla fine sarebbero state in grado di visitare cupola del Duomo, come la chiamano l’italiani. La construzione di più grande cattedrale del mondo, fatta nello stile gotico in 140 anni. La sua grandezza mi ha tagliato il respiro. Mi ricorda quando l’ho vista per la prima volta in una notte freda e umida di febbraio.

L’ho guardata decine di minuti e mi ha tagliato le parole. Sono stata fuori senza sapere cosa c’è d’admirare di più. Sulla fasada sono duodici nise dove sono le statue di dodici apostoli e tante altre statue con i artisti del tempo che hanno avuto una parola da dire nella storia dell’arte di questa citta. Sicuramente, la cattedrale del centro della città di Firenze resta la più grande attrazione d’Italia e del mondo.

II Duomo, però, come  ogni chiesa, è soprattutto una “casa di preghiera per tutti “. Pertanto è “la casa vostra”, anche se non siete fiorentini, anche se non siete credenti. L’inizio della stagione turistica ha portato una grande folla di turisti a Firenze. Per gli appassionati non è una novità che, in fati, l’unico modo per visitare in questo periodo uno dei più grandi edifici della città, sia quello di fare una prenotazione.

Anche se voglio salire, rinuncio e mi dispiace. Penso che tornero in una  primavera, anche prestissimo. Il luogo ha il suo fascino aparte e sembra che ti fa l’invito di entrare nei misteri di Firenze del secolo XV. Uno dei più belli monumenti d’Italia, una construzione armoniosa, di marmo verde e bianco, ha raprezentato una sorsa d’ inspirazione per Michelangelo quando ha fatto il progetto della basilica San Pietro di Roma.

Mi ricordo quando sono salita per la prima volta nel torre della catedrale Santa Maria del Fiore. Era il giorno in qualle si è dichiarato ufficialmente l’arrivo della primavera, la stagione della rinascita, di allegria e di amoresi.

Il coridoio era troppo stretto e con fattica potevi passare viccino ad un turista. Ho avuto bisogno di una dose grossa di ottimismo per salire ogni scala tra quelle 436. Sono arrivata sul tetto di Firenze e ho avuto tutti gli splendori della rinascita ai miei piedi. E valeva la penna.

Un strano sentimento che sono più vicina a Dio. Ero cosi innamorata.

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La preghiera per il Signor Professore


foto: GoogleForse non sono più studioso studente che Lei ha avuto; la lingua italiana non è  la mia migliore amica, ma questi problemi non mi impediscono di chiedere un grande favore:  mi dia i crediti, affinchè la mia esperienza Erasmus non si trasformi in un ricordo amaro e un debito di oltre 1800 euro, la borsa che dovrei restituire.

Mi piace pensare che Lei ha sentito la mia preghiera e che non ha capito male queste righe, vi dico grazie, carissimo professore. In realtà, la speranza muore sempre dopo di noi. Con grande rispetto, due studenti Erasmus.

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Un sorriso per dieci euro


piazza della republica

Li artisti di strada sono molto frequenti a Firenze. La maggior parte ci sono reuniti in Piazza della Repubblica. Armati con il carbone, i colori ed il cartoncino, questi anonimi, dalle qui mani nasce la bellezza, t’invitano ad immortalare il tuo sorriso in cambio di dieci euro.

Non guadagnano molto, ma sopravvivono. Modesti, riconoscono che il disegno è la loro ragione d’essere,  nient’altro sanno e non vogliono fare nella vita. Una caricatura o un ritratto, disegnate con grande abilità e talento, ti possono ricordare nel corso degli anni che sei stato un giorno tra i turisti della città delle arti…

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Jerzy Buzek torna ad Università


Il Presidente del Parlamento Europeo, Jerzy Buzek, è stato l’ospite principale il 9 di maggio c.a. ad un incontro con gli studenti del Polo Sociale di Firenze. Il Presidente è tornato sui banchi della Facoltà di Scienze Politiche.

Per qualche ora ha parlato agli studenti dell’Europa, su cosa consegnare al destino di un continente cosi anziano e carico di storia e Buzek ha risposto, gentilmente, alle domande. Come ogni politico con il carisma e la stoffa di diplomatico, è stato popolare, ha stretto la mano di tanti studenti lasciandosi fotografare. E’ arrivato accompagnato da un esercito di carabinieri e i suoi badyguards persi tra la folla, se n’è andato nello stesso modo… Ora, sono rimaste le tracce e i sogni degli studenti, forse i politici di domani.

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Chiamate non scritte


ponte vecchio di firenze

A volte i rapporti ci richiamano alle cose non scritte e ci mettono alle prove. Purtroppo non le superiamo tutte. Noi crediamo di poter sopravvivere con le nostre mancanze e carenze che divorano il nostro essere, ma quando ci svegliamo alla mattina il nostro unico compito è quello di vivere con un forte desiderio di rivedere ciò che amiamo di più. Poi, qualcosa sopra alla nostra ragione, la nostra potenza, ci riporta sui nostri passi e ritorniamo indietro, mormorando: eccomi, sono tornata, sono qui. Ed è per sempre!

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